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CIMBRI Risorse tratte da www.it.wikipedia.org

"De ünsarn eltarn habent hortan kchöt, dass dar ünsar stam vun zimbarn ist von tåüschen lentarn af an nort kömet in des bellische lant, in zait vom krige, ba dar grosse stroach ist den gant übel. / I nostri genitori hanno sempre raccontato che la nostra stirpe dei Cimbri è venuta dal lontano Nord in tempo di guerra in terra italiana, poiché la grande battaglia aveva avuto per loro esito negativo."

Ogni saga ha un carattere eziologico, cerca cioè di chiarire ciò che a primo acchito appare fuori del comune. Il nostro racconto si occupa del problema, di come sia possibile che un popolo, che parla una lingua dai suoni germanici, viva all'estremo bordo meridionale delle Alpi nord occidentali in piena area linguistica italiana. "Non è fuor di proposito di parlar qui dei pretesi Cimbri che abitano nei Sette Comuni, e vuolsi che parlino la lingua danese. La loro popolazione ascende forse a cinquanta mille persone. Sono creduti comunemente un avanzo de' Cimbri, che fuggendo dalla sconfitta avuta da Mario, si sono stabiliti in cotesta isola nei monti. Io aveva pensato di andarli a visitare per curiosità; imperciocchè qual cosa più strana che udir tutto un popolo in Italia parlar danese!" S.Gioerwel, soprastante della Real biblioteca di Stockolm. La saga mette in relazione la provenienza dei Cimbri settecomunigiani con la storia del popolo dei Cimbri, provenienti dallo Jutland in Danimarca, che emigrarono - primi tra tutti i popoli germanici - nella penisola italiana, ma furono sconfitti nel 101 a.C. dall'esercito romano di Mario. Uno sparuto numero di guerrieri cimbri sarebbe sopravvissuto nel "grande scontro" (grossen Stroach) e avrebbe trovato rifugio sulle montagne del Veneto. In questo modo si sarebbero formati i Sette Comuni in provincia di Vicenza e, più tardi, i Tredici Comuni in provincia di Verona, gli abitanti dei quali parlerebbero ancora l'antica lingua germanica dei Cimbri, appunto.

La più antica colonia cimbra è, senza dubbio, quella dei Sette Comuni, nella odierna provincia di Vicenza, nel Veneto, la cui variante linguistica presenta alcune caratteristiche dell'Antico Alto Tedesco, la lingua parlata nella Germania meridionale dal 750 fino al 1050 circa. Qualcuno infatti ritiene che i Cimbri discendano da coloni tedeschi chiamati da feudatari imperiali tra il X ed il XII secolo a popolare l'Altipiano di Asiago, e qui impiegati in lavori di sroncatura dei boschi (dall'equivalente termine tedesco verrebbe la stessa denominazione di "cimbri"), e quindi di allevamento ed agricoltura. Precisamente la zona di provenienza sarebbe stata individuata ai confini tra Baviera e Tirolo, nell'area amministrata dall'abazia di Bernediktbeuern. Ma è lo stesso A. Dal Pozzo, il più illustre studioso delle origini della popolazione dell'Altopiano, ad additare questa ipotesi come priva di fondamento.

La colonia dei Sette Comuni conobbe nel XVII e XVIII secolo un periodo di fioritura, che si concretizzò nell'indipendenza politica, già peraltro ottenuta nel 1310, e nella produzione di una vera e propria letteratura, con traduzioni e poesie in cimbro come pure con opere di carattere religioso e di sapienza popolare (proverbi).

La Federazione dei Sette Comuni fece atto di dedizione alla Repubblica di Venezia nel 1405 (1404m.v.), conservando però la sua autonomia locale e tutte le proprie istituzioni e consuetudini; rimase viva e fiorente per cinque secoli (fu la più antica del mondo, assieme a quella elvetica) fino all'avvento di Napoleone. Il colpo mortale arrivò, però, con lo scoppio della Prima guerra mondiale: gli abitanti dei Sette Comuni si trovarono in piena linea di fronte. L'Altopiano fu teatro di alcune tra le più cruente battaglie mai combattute nella Grande Guerra e i Cimbri settecomunigiani furono evacuati nella pianura padana, dove furono costretti a parlare italiano sia tra di loro che con i bambini, altrimenti avrebbero corso il pericolo di essere scambiati per nemici o quantomeno per filoaustriaci. Molti rifugiati cimbri non ritornarono più sull'Altopiano dei Sette Comuni.

A causa della presenza di un forte substrato romanzo, precedente la colonizzazione cimbra, ma anche spesso attraverso un'opera di sistematica italianizzazione (a Terragnolo, ad esempio, la lingua cimbra scomparve con la creazione di una scuola parrocchiale italiana (1786), voluta dal parroco don Leonardo Zanella, che proibì nel modo più severo possibile agli adulti (anche nella confessione) "di parlare questa lingua barbarica con i bambini") il numero dei parlanti cimbro si ridusse sempre più fino a coincidere, già agli inizi di questo secolo, con i soli abitanti di Luserna/Lusern (TN) e di Roana/Robaan (VI).

"Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato prosciugare tante sorgenti, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti sempre più nel deserto in un esodo senza terre promesse.

Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi: qui, contro oppressioni di schiavitù avvilenti qui, contro illusori idoli dorati, qui, per raccogliere le tavole di nuove e antiche alleanze, qui, per stillare latte e miele da questa dura terra."

Da ricordare un episodio importante per la storia dei Sette Comuni: nel maggio 1709 Federico IV, Re di Danimarca, volle compiere un viaggio di puro diporto in Italia (sotto il nome di conte di Oldenburgo). Accompagnato da numerosi nobili del suo regno, dopo aver visitato Verona, Venezia, e Firenze, sostò a Vicenza, ospite dei conti Velo. Fu durante questo soggiorno che, avendo udito come alcuni del suo seguito avessero potuto conversare ed intendersi con uomini scesi dai Sette Comuni per sbrigare i loro affari, manifestò il desiderio di visitare quei luoghi, che si diceva fossero abitati da discendenti degli antichi Cimbri. Recatosi ad Asiago, ricevette un'accoglienza solenne e festosa; ma ciò che più lo sorprese, fu il sentirsi salutare e acclamare dalla gente accorsa, col grido: "Es leben unser König!", "viva il nostro Re!".

Risorse tratte da www.it.wikipedia.org

 
 
 
 

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