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LADINI DEL VENETO Risorse tratte da www.webdolomiti.net

di LUCIANA PALLA

Il mondo ladino dolomitico delle valli del Sella (val Badia, Gardena, Fassa, Livinallongo, Colle S. Lucia e Ampezzo), appartenente sino al 1918 alla monarchia asburgica e annesso all'Italia dopo la prima guerra mondiale, ha vissuto in questo secolo sempre conteso fra i due grandi mondi circostanti, quello tedesco e quello italiano, che hanno cercato in ogni occasione di inglobarlo nella loro cultura, di assimilarlo limitandone chiaramente e negandone le caratteristiche etno-linguistiche ed ogni specificità.

 Ad iniziare dal 1945, con l'avvento della democrazia in Europa e in Italia, ma soprattutto grazie all'approvazione dello Statuto d'autonomia del Trentino Alto Adige, le valli di Badia e Gardena (ed in parte Fassa) hanno potuto godere di misure di tutela culturale e del riconoscimento dello status di minoranza linguistica, mentre nelle regioni a statuto ordinario (ladini della Regione Veneto) solo in questi ultimi anni il problema dell'esistenza di specificità minoritarie ha cominciato a suscitare attenzione ed un concreto interesse di tutela. 

La storia di queste popolazioni è estremamente interessante per le loro vicende di terra di confine, ma soprattutto per i modi in cui hanno cercato di preservare la loro identità e per le caratteristiche ad essa intrinseche. 

Il problema da affrontare oggi è il ruolo che tali comunità possono ancora ricoprire all'interno delle Alpi, dell'Europa ed in genere del mondo intero, nell'era della cosiddetta globalizzazione. 

Risorse tratte da www.webdolomiti.net

 
 
 
 

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